sabato 14 luglio 2018

Smart contract e Blockchain

Salve amici!
Si parla ormai da anni di Blockchainil protocollo digitale transnazionale, sicuro e condiviso, che registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete condivisa, eliminando in definitiva la necessità di terze parti.
Legato al concetto di Blockchain c’è quello di Smart Contract, ovvero contratto intelligente, basato su un codice che legge sia le clausole sia la condizioni operative nelle quali devono verificarsi e si autoesegue nel momento in cui le condizioni determinate tra le parti sono raggiunte e verificate. In parole povere, si tratta anche qui di un protocollo digitale che permette di fare transazionitracciabili e irreversibili, senza il coinvolgimento di terze parti.
L’aspetto interessante è che lo Smart Contract potrebbe avere diverse applicazioni nel settore immobiliare: dal contratto di compravendita a quello di affitto, passando per i vari incarichi che fanno parte della normale gestione di progetti immobiliari o di costruzioni.
In futuro possiamo immaginare una rivoluzione del settore, con transazioni fatte in tempo reale, margini di errore pressoché inesistenti e grande risparmio di tempo e di quelle risorse che attualmente si perdono nelle fasi intermedie. Insomma, si potrebbe arrivare a una semplificazione di processi al momentoestremamente lunghi e costosi.
La Blockchain ha finora dimostrato la sua efficacia in settori come la compravendita di azioni o valutein cui ricorrono grandi volumi di transazioni ripetitive. In un settore frammentato come quello del Real Estate, sarà obiettivamente più difficile arrivare a una mole di transazioni tale da rendere la tecnologia Blockchainaffidabile e competitiva.
L’intervento di istituzioni e governi faciliterebbe il processo. Un esempio virtuoso è la Svezia, dove il catasto ha siglato un accordo con la startup Chroma Way per creare un protocollo per l’utilizzo degli Smart Contracte della Blockchain per le compravendite immobiliari. 
Come sempre, la creazione di sinergie tra gli operatori del settore, le imprese e il pubblico permetterà di traghettare il cambiamento sul solco della rivoluzione digitale. A quando l’Italia?